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  LA NOTA - Curatore speciale, sì o no?
2011-02-12 01:09:42
 di LUIGI AMOROSA* - Nel procedimento penale 1389/09 R.G.N.R. Mod. 21 ( riguardante la gestione del servizio di raccolta e trasporto dei residui solidi urbani) per il quale la prima udienza , davanti al G.U.P. del Tribunale di Campobasso, è fissata per il giorno 1° Marzo, tra gli imputati figura il sindaco Antonio Silvestri.
 

Il Comune di Bojano è stato indicato come parte offesa e ha quindi la facoltà di costituirsi parte civile nel procedimento.
La costituzione va deliberata dalla Giunta Comunale che dà mandato al Sindaco, quale legale rappresentante dell’Ente, di costituirsi parte civile avvalendosi dell’assistenza di un legale a tutela e salvaguardia degli interessi del Comune di Bojano.
Vi è, e in modo lapalissiano, coincidenza fisica tra imputato e parte lesa, con  conseguente conflitto di interesse: il Sindaco, ripetiamo, da imputato  ha il diritto di difendersi dalle accuse mossegli; il Sindaco, in qualità di legale rappresentante del Comune, ha il dovere di ribattere alle difesa dell’imputato – se stesso – a tutela degli interessi dell’Ente.
La palese situazione di conflitto di interesse genera una altrettanto palese impossibilità da parte del Sindaco di curare la tutela del Comune, e quindi dei suoi amministrati.
Come si esce da questo conflitto ?
Non può che esserci una figura terza che valuti l’opportunità di una costituzione di parte civile del Comune di Bojano: è la figura del “curatore speciale” prevista dal Codice di Procedura Penale e da nominarsi ai sensi e per gli effetti dell’art. 77, comma 2.
Come già in passato, per altri procedimenti penali a carico di Sindaco e Assessori, alla luce di quanto rappresentato, ho chiesto alla Procura della Repubblica del Tribunale di Campobasso  “di valutare la opportunità di procedere alla nomina di un curatore speciale affinché lo stesso provveda alla valutazione in ordine alle ragioni e alla opportunità dell’eventuale costituzione di parte civile del Comune di Bojano nell’indicato procedimento penale”.
Il 31 Gennaio, la Procura riconosce la giustezza della richiesta e scrive, infatti, al Presidente del Tribunale: “La nomina pertanto si rende necessaria per assicurare l’effettiva tutela processuale degli interessi, dei diritti e delle facoltà della P.O. (ndr – parte offesa), ivi compresa la valutazione sulla eventuale costituzione di parte civile in giudizio, nella eventualità che il Comune non proceda alla valutazione medesima.”
Il 3 Febbraio il G.I.P. annota, di pugno, sulla su riportata richiesta: “Si rigetta l’istanza in quanto l’art. 77 c.c.p. non è applicabile agli enti pubblici (Cass. VI, sent. 9663 del 3.3.2003).”
Ho ricevuto la notifica della decisione il 9 Febbraio.
Ho preso atto della decisione.
Non sono un “cassazionista” come, invece, è giusto che siano Giudici e avvocati e però qualche perplessità mi deve essere consentito rappresentarla, all’opinione pubblica oggi, così come domani a eventuali, se esistenti, Superiori Organismi di Controllo.
Chiedo e mi chiedo: se l’art. 77 del Codice di Procedura Penale non è applicabile agli Enti pubblici, ciò sta a significare che se l’Ente, come in questo caso, si trova a essere rappresentato da persona in conflitto di interesse, perché imputato, non ha diritto di tutela degli interessi, dei diritti e delle facoltà dei cittadini ?
Se quindi il legale rappresentante, di un Ente Pubblico qualsiasi, è imputato di danni, anche ingenti, di ogni possibile natura, procurati all’Ente stesso, mantiene sì il diretto di autodifesa ma non il dovere di tutela degli interessi e dei diritti degli amministrati ?
Chi allora tutela il cittadino dai danni arrecati dagli amministratori ?
Non pensavo, in tutta sincerità, di dover porre oggi questi interrogativi.
Non lo pensavo perché non potevo immaginare che mi sarei trovato un giorno, oggi, di fronte a una “dicotomia” giuridica enorme e incomprensibile.
E il perché è presto detto.
Pochi mesi fa, per un altro procedimento penale che vedeva imputati e Sindaco e Giunta e Consiglieri di maggioranza del Comune di Bojano, ho prodotto analoga richiesta di nomina del “curatore speciale”.
La Procura ha riconosciuto, anche in quel caso, la fondatezza della richiesta e inoltrato la stessa al Presidente del Tribunale.
Il G.I.P., altra persona, ma G.I.P. e quindi svolgente le stesse funzioni di quello di oggi, ha ACCOLTO la richiesta scrivendo a motivazione dell’accoglimento: “Letta la richiesta del P.M. con la quale si fa presente la necessità di nominare un curatore speciale per la persona offesa Comune di Bojano … riconosciuto che sussistono i presupposti di legge emergendo agli atti il conflitto di interesse tra gli indagati e il Comune …. Visti gli art. 90 c.p.p.,121 c.p. e 338 c.c.p.   P.Q.M. ai sensi dell’art. 77, 2° comma, nomina curatore speciale … per l’esercizio dei diritti connessi alla qualità persona offesa Comune di Bojano in riferimento al reato di cui al procedimento in esame…”.
Dicotomia giuridica ?
No, a mio avviso.
Presa d’atto, bensì, dell’ ondivaga tutela dei diritti dei cittadini e dell’ondivago comportamento di parte di chi  è chiamato al delicatissimo compito: leggerezza ?

*consigliere comunale

 

   
 

 

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