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Per questo è stata protocollata questa mattina una diffida urgente dei Consiglieri regionali Massimo Romano, Filippo Monaco e Felice Di Donato sulla vertenza Solagrital. Indirizzata alla Regione, azionista di Solagrital tramite la società partecipata Gam srl, nonché ai sindacati e alle altre autorità di controllo (tra cui Inps e Corte dei Conti) la diffida mette in evidenza le contraddizioni della procedura di mobilità per 76 lavoratori a tempo indeterminato preannunciata dall’azienda con quanto previsto nel piano di riorganizzazione aziendale. E proprio nelle ore in cui azienda e sindacati cominciano il confronto sul documento arriva la diffida dei Consiglieri Romano, Monaco e Di Donato. “Revocare immediatamente la procedura di mobilità (e dunque di licenziamento) per circa 100 dipendenti a tempo indeterminato, che è stata preannunciato nei giorni scorsi; procedere alla stabilizzazione della manodopera a tempo determinato (avventizi) che lavorano strutturalmente in azienda anni e avviare le verifiche per la rimozione del management valutando anche le conseguenti azioni di responsabilità” - spiega Massimo Romano, Consigliere regionale di Costruire Democrazia. “Da quattro anni l’azienda ha collocato in CIGS 96 lavoratori a tempo indeterminato salvo poi del tutto contraddittoriamente assumerne circa 400 con contratti a tempo determinato di avventiziato. Ora addirittura la mobilità, preludio al licenziamento, nonostante si confermi il ricorso a manodopera avventizia anche per il futuro. E’ in atto, insomma, una forma di precarizzazione dei rapporti di lavoro che oltre ad essere probabilmente anomala è mortificante sotto il profilo della dignità dei lavoratori.” – prosegue Massimo Romano. “E nel frattempo, mentre restiamo in attesa di avere notizie sulla percezione di premi di risultato stratosferici da parte del management, i lavoratori e gli operatori dell’indotto attendono ancora di percepire spettanze arretrate. Una situazione molto discutibile che merita di essere accertata nell’interesse del pubblico erario e dei diritti dei lavoratori e delle loro famiglie.” (uf.st.)
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Di seguito, la nota inviata questa mattina:
Prot. CD n.69/2012
Spett.li
Regione Molise Egr. Sig. Presidente Della Giunta Regionale Dott. Michele Iorio Via Genova, 11 86100 Campobasso
Regione Molise Egr. Sig. Assessore Con Delega Alle Societa’ Partecipate Ing. Gianfranco Vitagliano Via Genova, 11 86100 Campobasso
REGIONE MOLISE Assessorato al Lavoro - Direzione Generale III Servizio Promozione e Politiche del Lavoro Via Toscana, n. 51 86100 - Campobasso
GAM srl Egr. Sig. Presidente Dott. Enzo Pontarelli Loc. Monteverde di Bojano 86021 Bojano
Direzione Provinciale Del Lavoro Ispettorato Del Lavoro Via S. Giovanni Dei Gelsi, 31 (ex comparto poste) 86IOO Campobasso
INPS Via Ciro il Grande, 21 00144 ROMA
e p.c. Procura Della Corte Dei Conti Del Molise Via Ciccaglione, 22 86100 Campobasso
Procura Della Repubblica Presso Il Tribunale Di Campobasso P.zza Vittorio Emanuele 86100 Campobasso
SOLAGRITAL Soc. Soop. Località Monteverde snc 86021 Bojano
R.S.U. Solagrital Soc. Coop. Stabilimento di Bojano Loc. Monteverde snc 86021 Bojano (CB)
FAI-CISL Molise Vía del Molinello, 72 86039 Termoli (CB)
FLAI-CGIL Molise Via Mosca, 11 86100 Campobasso (CB)
UILA-UIL Molise Via Pace, 6 86037 S.Martino in Pensilis (CB)
UGL ALIMENTAZIONE Piazza G.Verga, 8 86100 Campobasso
Oggetto: Solagrital Soc. Coop. Procedura di mobilità per 76 lavoratori. “Attivazione procedura di mobilità. Comunicazione ex art. 4 comma 2 della Legge 223/91 dell’intenzione di procedere al collocamento in mobilità di parte del personale ai sensi degli artt. 4 e 5 della predetta legge”.
I sottoscritti Consiglieri Regionali del Molise in riferimento alla comunicazione di cui in oggetto, espongono alle SSLL quanto di seguito riportato:
PREMESSO
Che Solagrital soc. coop. è partecipata, maggioritariamente, dalla Gam srl, a sua volta partecipata (quasi totalitariamente) dalla Regione Molise; che in data 31 maggio u.s., la Solagrital Soc.Coop. comunicava alle Parti Sociali, dandone conoscenza altresì alla Regione Molise ed alla Direzione Provinciale del Lavoro, di voler licenziare 76 lavoratori a tempo indeterminato; che, dalla lettura della predetta comunicazione, sembrerebbe evincersi che l’azienda abbia già concordato con le Parti Sociali l’individuazione dei criteri per la scelta dei lavoratori da licenziare, non potendosi applicare quelli previsti dalla Legge poiché probabilmente in contrasto con “le prioritarie esigenze aziendali di riassetto organizzativo”; che, come dichiarato dalla stessa azienda nell’ultimo Piano Riorganizzativo, allo stato prestano attività lavorativa ben 260 operai con rapporto di lavoro a tempo determinato (avventizi); che detto personale a tempo determinato, con una media annua progressivamente crescente, risulta essere utilizzato stabilmente e quotidianamente pressoché in tutti i reparti, sia diretti che indiretti, degli stabilimenti di Bojano da oltre dieci anni; che, addirittura, alcuni reparti opererebbero strutturalmente, e quasi esclusivamente, con manodopera a tempo determinato, palesandosi pertanto addirittura carenze di organico; che, ciononostante, come ufficializzato dalla stessa azienda nel predetto Piano Riorganizzativo, la volontà aziendale è quella di ridurre ulteriormente l’organico di fabbrica di ben 92 lavoratori a tempo indeterminato;
CONSIDERATO
che la Solagrital sta beneficiando da quasi 4 anni di un trattamento di integrazione salariale (CIGS) per 96 suoi dipendenti con contratto a tempo indeterminato pur avendo effettuato annualmente, come risulta dagli accordi sindacali, nuove assunzioni, nello stesso periodo, per oltre 400 lavoratori a termine che lavorano (alternandosi semestralmente), o nelle medesime postazioni di quelli collocati in Cassa Integrazione, o in postazioni dove avrebbe potuto (o, probabilmente, dovuto) essere utilmente ricollocato il personale mandato, invece, in Cassa Integrazione, in tal modo scaricando sul pubblico dei costi a cui avrebbe potuto e probabilmente dovuto far fronte essa stessa; che, oltretutto, in un’organizzazione del lavoro e dei processi produttivi come quella in essere nella Solagrital sembra non sussistano quelle condizioni di esubero di personale (e quindi di mobilità) necessarie perché il soggetto pubblico si accolli i predetti costi; che, viceversa, da un più attento esame sull’organizzazione del lavoro e dei processi produttivi in essere sembrerebbe che la Solagrital sia in carenza di organico rispetto a quelli che sono i normali e consolidati volumi produttivi, dovendo quotidianamente fare ricorso, ormai da oltre dieci anni, a manodopera aggiuntiva per permettere il normale funzionamento delle linee di produzione e dei vari servizi degli stabilimenti; che la collocazione in mobilità di personale comporta evidenti costi di cui dovrebbe farsi carico il soggetto pubblico (INPS), che pertanto, ove si accertassero anomalie nel ricorso a tali strumenti, ben potrebbe configurarsi il rischio di danni a carico del pubblico erario; RITENUTO che, inoltre, siffatte procedure, così come attuate attraverso la progressiva dismissione del personale con contratto a tempo indeterminato ed il simmetrico aumento di personale assunto con contratto a tempo determinato, non appaiono determinate, in ragione di una analisi sia numerica sia funzionale delle unità effettivamente impiegate, da una necessità di riduzione del personale bensì da una persistente politica aziendale di progressiva precarizzazione del lavoro mentre, viceversa, l’attuale organizzazione degli stabilimenti Solagrital, in ragione della qualità e quantità delle maestranze impiegate, imporrebbe la stabilizzazione di circa un centinaio di lavoratori, peraltro impiegati in azienda da oltre dieci anni con contratti a tempo determinato, palesandosi con ciò stesso una manifesta carenza strutturale di organico; che, paradossalmente, sarebbe la stessa azienda a confermare di essere in carenza (strutturale) di organico laddove nel Piano Riorganizzativo recentemente divulgato (a pag. 16), afferma di voler utilizzare (come in effetti utilizza da anni) ben 104 lavoratori a tempo determinato (avventizi) nel primo turno di lavoro (quello cioè ad orario pieno), sostenendo al contempo (in modo del tutto contraddittorio) di avere un esubero di 92 operai a tempo indeterminato nel medesimo turno di lavorazioni; che detta precarizzazione del lavoro sembrerebbe ulteriormente avvalorata dalla inspiegabile, nonché se del caso illegittima, disapplicazione aziendale dell’Accordo Sindacale del marzo 2004 laddove era stabilito che “..la forza lavoro con rapporto di lavoro a tempo indeterminato appartenente alla categoria operaia è individuabile …in 354 unità” e che, in caso di fisiologica riduzione di tale numero, si sarebbe proceduto alla stabilizzazione di personale con contratto a tempo determinato fino a riequilibrare il predetto numero di 354.
RITENUTO ALTRESI’
- che analoghe considerazioni sussistono in merito ad una massiccio ricorso, da parte dell’azienda, a forme di contratto a termine (cd. avventiziato) difficilmente applicabile (a meno di dettagliati accordi di secondo livello integrativi del CCNL applicato) ad aziende che non hanno inteso applicare il contratto collettivo proprio del comparto agricolo bensì, come comprovato dall’applicazione alla Solagrital, del contratto collettivo valevole per il comparto industriale;
VISTO
che le predette modalità di gestione della forza lavoro all’interno della Solagrital, oltre a comportare maggiori esborsi di danaro pubblico e, con essi, possibili rischi di danni anche erariali a carico dell’amministrazione e di elusione delle vigenti normative gius-pubblicistiche e gius-lavoristiche, si traducono altresì in una maggiore esposizione dei lavoratori a continui e reiterati rischi di perdita della propria occupazione tanto più gravi in un contesto assai sensibile quale quello delle società compartecipate da enti pubblici (e, dunque, anche di società quali Solagrital compartecipate dalla Regione Molise tramite la Gam srl) maggiormente esposte ad un uso strumentale della politica del lavoro e delle assunzioni; Tutto ciò premesso e considerato
INVITANO
I competenti organi della Regione Molise, preso atto di quanto esposto, a valutare e, ove ne ricorrano i presupposti, a procedere, anche se del caso esercitando i propri poteri di controllo analogo (ove sussistenti) sulla Gam srl (in qualità di azionista –pubblico- di controllo di Solagrital): 1. alla revoca della procedura di mobilità attivata dalla Solagrital con comunicazione del 31.05.2012, in quanto dannosa sotto il profilo socio-occupazionale, apparentemente pretestuosa e se del caso illegittima; 2. alla verifica della sussistenza in concreto di esigenze strutturali di organico e, per converso, di ipotesi in cui il ricorso a forme a tempo determinato si configuri come elusivo delle vigenti disposizioni di legge, nel qual caso di procedere a disporre la stabilizzazione dei rapporti di lavoro a tempo determinato (avventizi) in rapporti di lavoro a tempo indeterminato, secondo le vigenti normative, di concerto con le organizzazioni sindacali; 3. a disporre, previo accertamento di eventuali responsabilità in capo al management delle società della filiera avicola, la rimozione e/o la revoca dei componenti, unitamente alle conseguenti azioni di responsabilità previste dalla legge a tutela del pubblico erario; gli altri organi in indirizzo, a tutela dei rilevanti interessi pubblici coinvolti, ivi inclusa la salvaguardia dei livelli occupazionali: a voler accertare se dai fatti sopra decritti possano evincersi fattispecie rilevanti sotto il profilo erariale e, se del caso, anche penale, attivandosi ciascuno per quanto di propria competenza ai fini di un necessario monitoraggio della procedura di mobilità attivata con comunicazione del 31/05/2012, nonché della procedura di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria in essere dal gennaio 2009 ai fini di una riconducibilità delle stesse procedure ai vigenti canoni normativi.
Massimo Romano
Filippo Monaco
Felice Di Donato
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