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Cristian Ricciardone, questo il nome della vittima, stava lavorando in un cantiere, nella zona dell'ospedale "Veneziale", per conto di una ditta di termoidraulica. Si trovava all'interno di una buca dove stava sistemando alcune tubature quando la terra è franata seppellendolo. Inutili i soccorsi. Il giovane è morto soffocato, con il torace schiacciato dal peso del terreno. La "buca" era profonda circa tre metri. I colleghi hanno cercato di aiutarlo, scavando a mani nude, ma non c'è stato nulla da fare. Ricciardone era molto conosciuto e ben voluto a Roccamandolfi. Aveva giocato nella squadra di calcio locale. Sulla dinamica dell'incidente indaga la Procura di Isernia che ha posto il cantiere sotto sequestro.
LA RABBIA DELLA CISL
La FILCA Cisl del Molise, in una nota, afferma che, "nonostante tutto l'impegno e la mobilitazione di istituzioni e società civile per la lotta agli infortuni sul lavoro, ancora una volta dobbiamo registrare un incidente mortale su un cantiere edile molisano. Non conosciamo le circostanze dell'accaduto e non vogliamo in alcun modo entrare nel merito dei fatti - afferma la Cisl -, sicuri dell'impegno delle competenti autorità nella ricostruzione degli eventi e nell'accertamento delle eventuali responsabilità. In questo momento non possiamo fare altro che esprimere il nostro dolore per questa ennesima sciagura e la solidarietà ai familiari della vittima che, all'improvviso, si sono trovati privi del loro caro. E insieme al dolore e alla solidarietà non possiamo fare a meno di gridare la rabbia, nostra e di tutti i lavoratori, per questa tragedia che ancora una volta funesta il mondo del lavoro. Ciò malgrado l'impegno costante e massiccio delle rappresentanze sindacali e le molteplici attività degli enti paritetici dell'edilizia molisani (Scuola Edile e CPT Regionale) - conclude la nota firmata da Michele Cappucci, segretario regionale del sindacato di categoria dei lavoratori edili Cisl - sempre più impegnati a promuovere e diffondere nel territorio la “cultura della sicurezza” attraverso corsi formazione per lavoratori e imprese e iniziative promozionali di vario genere".
IL CORDOGLIO DI D'ASCANIO
Le notizie di due gravissimi incidenti sul lavoro, seppur avvenuti a migliaia di chilometri di distanza l’uno dall’altro, ci hanno raggiunti nelle ultime ore. Due tristissimi avvenimenti che hanno stroncato la vita ad Antonio Fidelibus, operaio cinquantenne di Montenero di Bisaccia emigrato in Germania ormai da molti anni e che lì aveva messo su famiglia, e a Cristian Ricciardone, trentacinquenne dipendente di una ditta di termoidraulica, nato e residente a Roccamandolfi. Due vite spezzate sui luoghi di lavoro, l’uno in terra tedesca, in uno stabilimento industriale vicino Francoforte, l’altro ad Isernia in un cantiere stradale. “Prima di tutto voglio esprimere alle famiglie delle due vittime il mio sentito e profondo cordoglio per la perdita irreparabile dei loro cari – ha dichiarato al proposito il Presidente della Provincia Nicola D’Ascanio –. Una tragica concomitanza che fa dolorosamente riflettere sia su una storia di emigrazione che sulla necessità di non perdere mai di vista l’obiettivo di garantire a tutti migliori condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro. Troppo spesso – continua D’Ascanio – il fenomeno degli incidenti sul lavoro viene ridotto ad un mero dato statistico che non lascia trasparire una realtà fatta di non rispetto delle minime regole di convivenza civile che, soprattutto in presenza della grave crisi economica globale, rischia di aggravare in maniera esponenziale le condizioni in cui si trovano ad operare fasce sempre più larghe di lavoratori. Per questo – conclude il Presidente D’Ascanio - anche se negli ultimi anni nel nostro Paese è cresciuta la sensibilità su tali problematiche, non va abbassata la guardia in termini di controlli e di sanzioni delle irregolarità ma va bensì incrementata l’opera di informazione e formazione perché anche la perdita di una sola vita è una sconfitta dell’intera società”.
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