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Nella denegata ipotesi in cui il TAR dovesse dare ragione alle società, l’area “Quadrivio di Monteverde” sarebbe drasticamente devastata, visto che in essa insistono diverse emergenze storico-artistiche, architettoniche ed archeologiche, come risulta anche da appositi Decreti che vi hanno posto l’inderogabile vincolo (D.M. 16-11-1994, D.M. 31-5-1995, D.M.17-2-1996, D. Dir. Reg. Beni Cult. e Paesagg. 26-6-2006). I beni dichiarati di interesse artistico storico ed archeologico riguardano una chiesetta risalente all’anno 1000 posta su un sito ancora più antico (loc. Colle Grosso S. Giuliano del S.), la Chiesa e Convento di S. Maria Monteverde, connessi ad una cinta muraria di epoca sannitica su un importante sito abitativo dell’epoca ed a strutture e manufatti di epoca romana e medioevale ed al “recinto sannitico di avvistamento” dei tratturi Matese-Casacalenda, Pescasseroli- Boiano - Sepino –Candela, al tratturo tra S. Giuliano del S. e Cercepiccola. Per quanto ci risulta, l’attuale Direttore regionale dei B. Cult. e paesaggistici del Molise subentrato dal 9 dicembre 2009 si sta opponendo a tale scempio. Cionondimeno chiederemo pubblicamente conto di ciò: il soprintendente archeologo del Molise - nel 2006 e nel 2007 - consentì alla Essebiesse Power Srl di utilizzare il tratturo S. Giuliano del S.- Cercepiccola come tracciato di servizio per la centrale eolica, coprendo con brecciame il suddetto tratturo al fine di utilizzarlo come strada di cantiere, nonostante i suddetti vincoli e che vi fossero in vari punti resti dell’antica pavimentazione di età romana Tale scempio delle pale eoliche, sta pericolosamente invadendo specialmente il Sud, ma il Molise più che ogni altra regione in rapporto alla popolazione ed al territorio (vedi anche i siti di Altilia, Pietrabbondante, Guglionesi, Longano, gli impianti off-schore di Termoli ecc.), travolgendo col potere tipico del capitale anche amministratori regionali, provinciali e comunali, tutto in palese violazione dello stesso art.9 della Costituzione: si prevedono fino a 3.000 MW con altrettante torri che in pratica assaliranno tutti i comuni molisani (fonte Enea). Grazie alle leggi nazionali e regionali che consentono l’eolico selvaggio e gli “incentivi”, fatte dai vari governi di destra e di “centrosinistra” in funzione dalle logiche speculative delle lobby capitalistiche del settore, l’eolico è infatti divenuto un grande affare speculativo, sul quale iniziano a proliferare anche le inchieste penali sul malaffare mafioso (Denis verdini del PDL in Sardegna, in Sicilia, in campania ecc.). 180 euro a MW/h col “certificato verde” garantiti dalla GSE (società pubblica). Ad esempio una centrale prevista per 20 MW che gira a 1.124 ore fa introitare 4 milioni e 46 mila euro l’anno che per 15 anni fanno garantire 60 milioni 696 mila euro. Con una piccola modifica si ha il rinnovo per altri 15 anni così l’affare garantito arriva ad oltre 120 milioni di euro. Per gli impianto off-schore (come i tre di Termoli) tali extraprofitti aumentano del 50%. A ciò si aggiungano i contributi statali e regionali a fondo perduto, l’anticipo dei “certificati verdi” (prestiti a tasso zero), meno costi di realizzazione, poca manutenzione, zero manodopera. Ciò spiega la “invasione eolica” anche nel Molise. Tanto più che l’eolico risulta pari allo 0,6% del fabbisogno energetico nazionale a fine 2009 (fonte Enea), al prezzo, dunque, di una grande devastazione territoriale, ambientale ed archeologica, della fauna volatile di terra e marittima (v. denunce della LIPU anche molisana), oltre che di miliardi di euro pubblici per gli “incentivi” predetti, pagati dalla GSE alle società private prelevandole dai lavoratori tramite le bollette elettriche (voce CIP6) e le imposte. Il PCL Molise si batterà - pur con le sue modeste forze - affinché si sviluppi una battaglia popolare che unisca tutti i comitati locali già formati e nei crei altri da estendersi su tutta la regione molisana: per occupare ogni luogo dove si intendono installare le centrali eoliche ed impedirne lo scempio, lanciare una moratoria per sospendere tutte le autorizzazioni in essere e quelle prospettate, smantellare gli impianti a spese di chi li ha messi e/o autorizzati, abrogare la nefasta legge regionale molisana (Berardo) che consente l’eolico selvaggio, per una nuova politica energetica antinucleare ed antispeculativa, basate solo su fonti rinnovabili dal solare, alle biomasse, alle mini termiche, limitando l’eolico ai soli luoghi compatibili o alle mini installazioni domestiche.
*COORDINATORE REGIONALE PCL MOLISE
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