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Forse il fatto che io non lo conosca derivi dalla circostanza che in circa 18 anni di mia militanza nel sindacato Cgil non l’ho mai visto presente in nessuna della assemblee indette. Concorderà con me il sig. Vittorio che nella precedente gestione della ITR, il sindacato era considerato addirittura fuori legge e i pochi coraggiosi partecipanti alle assemblee, venivano annotati sul libro nero delle presenze e intimiditi dai responsabili, capi e capetti dall’astenersi alla partecipazione delle adunanze sindacali e, ove maturassero l’idea bislacca, addirittura di iscriversi ad una sigla sindacale, le pressioni dello staff manageriale diventavano addirittura minacciose. Il sindacato aveva dati certi dei bilanci pubblici del gruppo HOLDING, ma l’informativa sui pericoli di dissesto finanziario a cui andava incontro l’azienda, non era un dato da poter portare a conoscenza dei lavoratori, che parliamoci chiaro, hanno ubbidito e sono stati proni a queste logiche e a queste regole di pura condotta antisindacale, fino alla morte definitiva dell’azienda. Neanche l’informativa sul pericolo di vedersi congelato il TFR e di iscriversi a forme di previdenza complementari più garantite, come il previmoda, ha scosso le coscienze dei lavoratori, se non di pochissimi, che oggi hanno la fortuna, rispetto alla maggioranza, di poter avere i propri soldi, mentre la quasi totalità dei lavoratori ha dovuto fare l’insinuazione al passivo e i tempi di attesa per il recupero dei loro soldi, saranno naturalmente lunghissimi. Molti façonisti, anch’essi vittime del dissesto finanziario, sono stati costretti a chiudere e oggi sono creditori, purtroppo chirografari, di laute somme che probabilmente non potranno incassare. Mi ricordo perfettamente la tendopoli dei façon posizionata davanti alla ITR e gli slogan contro la ITR, così come ho memoria della mia personale solidarietà prestata, altro certamente non potevo fare, se non mangiarmi i bambini perché sono comunista. Fatte, con questa premessa, le dovute presentazioni tra classi di lavoratori che erano sulla medesima barca affondata, anche un po’ per colpa nostra, perché ci siamo sempre tappate le orecchie e gli occhi e non abbiamo mai voluto identificarci con la reale classe di appartenenza, ovvero di proletari, ma abbiamo voluto credere nell’illusione di vivere in una oasi speciale, con leggi proprie e addirittura qualche operaio, in una assemblea ha pure obiettato che non gli interessavano le leggi che facevano a Roma, ma quelle della ITR, come se fossimo una NAZIONE A STATUTO SPECIALE. Ebbene una volta che lo sfacelo è avvenuto abbiamo avuto una ulteriore fortuna: NON LA PROCEDURA FALLIMENTARE, MA L’AMMISTRAZIONE STRAORDINARIA GRAZIE ALLA LEGGE MARZANO. E’ assolutamente normale, legittimo e dovuto che la Regione abbia dovuto svolgere un ruolo istituzionale presso i MINISTERI, perché erano in gioco migliaia e migliaia di disoccupati che comprendevano naturalmente anche tutto l’indotto della ITR. Non riesco a capire cosa vuole il sig. Vittorio e perché gli duole tanto che l’impresa ITR NEW stia ancora lavorando e soprattutto perché lui dovrebbe essere il destinatario di risposte su numeri, programmi e progetti, che tra l’altro sono riportati sugli atti pubblici del bilancio 2011 regolarmente depositato. Io non sono la portavoce dell’azienda e non ho scritto la replica di ieri e di oggi, perché voglio sostituirmi agli avvocati e ai manager aziendali. Il mio chiarimento nasce dal senso civico di un cittadino che sa quello che abbiamo ottenuto e ribadisce ancora una volta che la fideiussione non è una assunzione di debito per La Regione Molise, ma un elemento essenziale della trattativa pubblica per la cessione di ramo d’azienda, Siccome sono anche una contabile, voglio oltremodo chiarire, ma questo risulta anche dal bilancio pubblico, che la fideiussione ..di 12 milioni di euro, si è ridotta alla metà circa, perché man mano che vengono pagate le rate, la garanzia diminuisce e qualora avvenisse il grave misfatto che la ITR NEW non paghi, la regione non pagherà nulla, perché dovrà essere la capogruppo Albisetti a dover onorare il debito. La garanzia istituzionale è solo un tecnicismo burocratico che richiede per legge “LA MARZANO” e quindi un atto dovuto della Regione che semplicemente ha fatto il suo dovere. Quanto alla continuità aziendale è chiaro che ci auguriamo tutti che continui e che prosperi, per il bene comune di tutta la regione e che sia un MOLISANO o UN COMASCO l’imprenditore, credo che non faccia differenza e quindi continuo a non capire, perché intorno a decine di imprenditori disonesti molisani e non solo, che hanno defraudato la regione Molise ORMAI DIVENUTO CIMITERO DELLE AZIENDE ….vedi zona industriale Pozzilli/ Venafro…etc, SI E’ TACIUTO PER ANNI e SI CONTINUA A TACERE e invece sulla ITR…..che ha i cancelli aperti, si mormora, si scrive, si dileggia…..e la cosa più triste è che lo fa, o chi non ha più nulla da perdere, …..o chi tuona vituperi SERVENDOSI di pseudonimi . Sono invece contenta che da venti anni, le mie battaglie, i miei dissensi, le mie idee, sempre contro un potere imperante e le difese come lavoratrice presso l’ispettorato del lavoro, le ho vinte sempre con il mio nome e il mio cognome E PER FORTUNA SONO DEGNA DI NON DOVER VAPORIZZARE LA MIA MEMORIA, perché il mio passato ideologico è rimasto esattamente uguale al presente e spero al futuro …E NON SONO DIVENTATA EROINA solo quando mi hanno messo le mani in tasca i mi hanno privato dei soldi…o perché il clientelismo di questo o di quell’altro politico non mi può più garantire…e quindi NON GODO DEL FATTO CHE SE MUORE SANSONE DEBBANO MORIRE TUTTI I FILISTEI !!!
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