|
Sdoppiare Finmolise, per consentirle di operare oltre certe regole "controllando" i flussi di denaro pubblico che transitano attraverso la finanziaria regionale, fa parte di quella politica vecchia, un "trucco" capace di portare consenso elettorale a scapito di chi ha veramente bisogno. La recente sentenza del Consiglio di Stato, conferma l'allora decisione del Tar di bocciare la trasformazione di Finmolise in società in house e nello stesso tempo giudica "elusivo delle norme" l'affidamento della gestione del fondo anticrisi alla stessa finanziaria, seppur attraverso una nuova società controllata, la Finmolise Sviluppo e Servizi. Insomma, l'ennesimo buco nell'acqua della politica approssimativa ed arrogante portata avanti in questo decennio da Iorio. Non devo essere io a commentare tecnicamente la decisione del Consiglio di Stato che rimette le cose nel rispetto delle regole, ma posso soltanto aggiungere che si è continuato a perdere tempo, nonostante i numerosi problemi che le imprese locali e l'economia molisana, stanno quotidianamente affrontando e, a pagare le conseguenze di queste scelte scellerate, purtroppo, ancora una volta è l'intero Molise. Quella voluta da Michele Iorio è un'operazione politica scorretta, tentata attraverso uno stratagemma utile ad alimentare la solita rete delle clientele e delle amicizie ristrette, senza guardare al difficile contesto socio-economico e senza tenere conto delle reali necessità delle attività produttive molisane. Tant'è che il fondo anticrisi, i famosi cinquanta milioni di Euro destinati proprio al tessuto economico di questa regione, alla sua ripresa in un momento congiunturale senza precedenti, restano ancora fermi al palo. Fatta fuori la parte privata dalla Finmolise, liquidandola con oltre sette milioni di Euro per le quote che essa deteneva, aggiungendo ulteriori costi alle casse regionali, Michele Iorio ha voluto strafare, pensando, con l'arroganza che lo contraddistingue, di passare su tutto e su tutti. Personalmente ho sempre sostenuto e continuo a sostenere che gli aiuti pubblici in genere, e quelli regionali a maggior ragione, devono rispettare i sani principi costituzionali ai fini della loro erogazione: la trasparenza e la parità di trattamento tra i beneficiari è l'essenza della giusta politica che finora, sul nostro territorio, non abbiamo visto fare. Anzi, i costosi aiuti della Regione, in operazioni come lo Zuccherificio del Molise, per esempio, sono proprio l'evidenza di come avviene l'allegra gestione di denaro pubblico, a fronte di erogazioni ultra-milionarie l'azienda termolese sta licenziando un terzo del proprio personale e non paga i bieticoltori. E come contraltare a queste scelte definiamole discutibili, c'è proprio la grave situazione finanziaria delle piccole e medie imprese molisane, le attività artigianali e commerciali che, su tutto il territorio locale, pagano sia la crisi mondiale e, soprattutto l'assenza di una giusta politica economica regionale. Insomma, invece che perdere tempo in scelte giuridicamente sbagliate per alimentare i vari tornaconti elettorali, si fossero affrontati, per davvero, i problemi dei molisani, probabilmente la nostra economia avrebbe risentito meno i morsi della crisi che ci travolge.
*vicesegretario regionale PD
|