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Perché? Perché ancora una volta non si affronta il vero problema e si continua a spostare l’attenzione dell’opinione pubblica su temi diversi da quelli realmente rilevanti. Provo a chiarire meglio il punto con una domanda provocatoria: a chi prestereste i vostri soldi dovendo scegliere tra un’antipatica signora tedesca in sovrappeso, poco indebitata e con un reddito costantemente in crescita da agli anni ’90 ad oggi e un simpatico signore italiano indebitato fino al collo, con un reddito fermo al 1996 e con poca o nessuna voglia di mettersi a lavorare sul serio per migliorare il proprio status? La risposta mi sembra scontata. I mercati finanziari ragionano esattamente come voi: non è difficile essere d’accordo, anzi è francamente stupefacente il fatto che l’Italia riesca ancora a indebitarsi pagando appena 420 “punti base” in più rispetto alla Germania. Un'altra domanda: se l’antipatica signora tedesca vi promettesse, piuttosto controvoglia e al termine di una trattativa estenuante, di versare un po’ di soldi in un fondo comune il quale potrebbe – e sottolineo potrebbe – affiancarvi nel finanziare lo sfaccendato italiano del piano di sotto, cambiereste idea? O, piuttosto, rimarreste scettici sulla capacità di rimborso dei vostri crediti? Credo, anche in questo caso, di conoscere la risposta. Non ci vuole una laurea in finanza internazionale per comprendere certi meccanismi e il fatto di prendere in giro Angela Merkel o la nazionale tedesca dimostrano, ancora una volta, la scarsissima capacità di auto-analisi dalla quale pare essere afflitto il nostro Paese. A tal proposito vorrei ricordare due numeri di finanza pubblica: il rapporto debito pubblico/Pil, pari al 120% e il rapporto spesa pubblica/Pil pari al 55%. Questi numeri, espressi in percentuale, ci dicono però ancora poco e soprattutto poco impressionano. In valore assoluto l’effetto è diverso, anche perché diventa più semplice valutare le attuali iniziative del Governo. Il debito pubblico italiano è, in questo momento, pari a 1.964 miliardi di Euro; la spesa pubblica è pari a 900 miliardi di Euro e il Pil è pari a 1.640 miliardi di Euro. Bei numeri vero? In questi giorni, orgoglioso dei risultati europei, il Governo ha annunciato che grazie a Enrico Bondi – spietato commissario incaricato alla “spending review” – si potranno ottenere risparmi per circa 4-5 miliardi di Euro, forse 9 se saremo veramente aggressivi. Torniamo al parallelo dal quale siamo partiti: il nostro simpatico, indebitato e sfaccendato possibile debitore ci dice, per invogliarci a finanziarlo, che rinuncerà, con grande sacrificio suo e della famiglia, alla pay-tv, perché si rende conto che non può non dare un segno di serietà; conserverà, è vero, la cameriera, l’autista, la villetta al mare e continuerà a tenere la moglie a casa rifiutando di vederla lavorare, ma rinuncerà alla pay-tv e, se la cosa dovesse farsi davvero seria, potrebbe anche pensare di rinunciare all’abbonamento alla Gazzetta dello Sport. Che dite lo finanziamo? E che diciamo ai sindacati, agli enti locali e a tutti coloro i quali si disperano per i tagli in arrivo dal Governo? Forse è il caso di rifletterci un pò e di smettere di prendercela con i tedeschi e con i mercati. Purtroppo hanno ragione loro.
* Componente Cda Ittierre e Zuccherificio del Molise
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