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  Il centrosinistra va all'attacco del Piano Sanitario Regionale
2008-07-08 01:36:45
 Alla vigilia della discussione in Consiglio regionale del Piano Sanitario Regionale, i consiglieri regionali del centrosinistra hanno diffuso un comunicato congiunto nel quale criticano le scelte del governo regionale che penalizzano la sanità pubblica a favore della sanità privata.
 

Ecco il testo della nota:

I Consiglieri regionali dei gruppi del Partito Democratico, dell'Italia dei Valori, dei Socialisti Democratici, del Partito della Rifondazione Comunista, del Partito dei Comunisti Italiani confermando l'importanza primaria che l'approvazione in un Piano Sanitario Regionale avrà per l'intera comunità molisana, ribadiscono quanto segue:

1) a distanza di sei mesi non si è avuto il parere preventivo da parte dei Ministeri competenti, come richiesto da tutti i gruppi di opposizione, che attesti la disponibilità finanziaria e la compatibilità del Piano Sanitario Regionale al Piano di rientro per il riequilibrio del deficit sanitario. Non si risponde all'obbligo di una scheda economica di sintesi sui risparmi presunti né ci sono parametri di riferimento per le verifiche periodiche;

2) a fronte di una riduzione di 25.000 ricoveri ospedalieri non sono state individuate le strutture sanitarie alternative, riducendo così i livelli di assistenza. Il taglio dei posti letto, inoltre, in assenza di alternative, determina un vuoto di tutela per i cittadini molisani;

3) lo spostamento delle eccellenze verso la sanità privata determina il parallelo svuotamento delle strutture pubbliche. Con il Maxi-Emendamento, infatti, si istituiscono i Dipartimenti Regionali che assegnano il ruolo di riferimento alle strutture ospedaliere private (Oncologico, Ginecologico e per parte il Cardiologico alla Cattolica, Neuroscienze alla Neuromed). E' stato approntato un modello che concentra nelle mani di tre Università (La Sapienza, Cattolica e Università del Molise) la tutela della salute dei cittadini confondendo gli aspetti della ricerca e della didattica con la cura.
Per tali motivi chiedono che la cabina di regia della sanità molisana resti in mano pubblica;

4) che sia accelerato lo scioglimento delle zone entro il primo anno dall'approvazione del Piano Sanitario Regionale

5) non vi è traccia del rispetto della legge che regola le norme per la tutela sociale della maternità e l'interruzione volontaria della gravidanza, materia che non può essere affrontata consegnandola nella mani dell'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Su questi temi i sottoscritti consiglieri regionali proporranno una serie di ordini del giorno finalizzati al miglioramento dei contenuti del Piano Sanitario Regionale.

I consiglieri regionali del centrosinistra

 

   
 

 

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