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E' questa la richiesta che arriva dai comitati che lottano per la difesa degli ospedali di Agnone, Larino e Venafro. In una conferenza stampa tenutasi davanti alla sede del Consiglio regionale, i rappresentanti dei tre comitati hanno lanciato durissime accuse contro la classe politica sostenendo che, con la proposta di riordino del sistema sanitario regionale, non sono stati tagliati gli sprechi, che continuano a pesare sui conti, ma sono stati tagliati i servizi essenziali ai cittadini. I comitati hanno lanciato un appello ai cittadini molisani affinché si ribellino per cambiare le cose. E' stato evidenziato che la salvaguardia dei tre ospedali a rischio chiusura è solo un aspetto di una questione più complessa che riguarda una reale riorganizzazione del sistema sanitario molisano che elimini gli sprechi e smantelli il meccanismo perverso messo in piedi in questi anni per alimentare il consenso attraverso privilegi e creazione di poltrone e di posti senza tenere in alcun conto i bisogni reali dei cittadini. Una situazione che ha prodotto da una parte il deficit sanitario mostruoso che si sta mangiando il futuro del Molise e dall'altro un servizio sanitario inefficiente e finito in fonto a tutte le classifiche nazionali per qualità delle prestazioni offerte. La questione sanità, dunque, interessa tutti anche per le implicazioni che essa ha sul piano politico. Evidenziato il rapporto "distorto" rispetto ad altre regioni con la sanità privata. I comitati chiedono ai molisani di scendere in piazza per costringere chi sta difendendo i propri privilegi a scapito dell'interesse generale a cambiare rotta. E' stato ribadito che tutti gli ospedali pubblici sono interessati dai tagli, tutti tranne uno: quello di Isernia ritenuto il "feudo" di Iorio e della sua famiglia. Si è parlato anche dell'inutilità della Facoltà di medicina che "succhia" decine di milioni di euro dalle casse regionali. I comitati hanno infine annunciato che promuoveranno la raccolta dei certificati elettorali per consegnarli al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Ma i rappresentanti dei comitati hanno insistito su un punto: la richiesta di dimissioni di Iorio e dei sindaci De Vita di Agnone, Giardino di Larino e Cotugno di Venafro. Ritenuti "complici" di quanto sta accadendo a scapito delle popolazioni che dovrebbero rappresentare.
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IL COMUNICATO UFFICIALE DEI COMITATI
Fin dalla pubblicazione della Delibera di G.R. n. 1261/2008 ci siamo mobilitati a difesa degli ospedali pubblici non per mere rivendicazioni di campanile, bensì per la chiara percezione di una sanità prossima al collasso. Abbiamo, infatti, sempre denunciato che i tagli, così come previsti da quella delibera, avrebbero solo aggravato una situazione già sull’orlo del baratro. I fatti oggi ci danno ragione! Sono stati tagliati solo i servizi ai cittadini mentre sprechi e privilegi, neppure minimamente intaccati, hanno continuato a far lievitare ulteriormente i costi. Siamo l’unica Regione, delle sei in deficit, ad aver notevolmente peggiorato lo stato dei conti e oltre al danno ci tocca la beffa del grave rischio di essere privati persino dei livelli essenziali di assistenza. Appena ieri, presso il CUP dell’ospedale “G. Vietri” di Larino, è stato impossibile prenotare una semplice ecografia mammaria, esame necessario alla tanto sbandierata opera di prevenzione, poiché le liste di attesa sono già al 31 dicembre 2010. Questa è la negazione del nostro diritto costituzionale alla salute! Non ci sentiamo più cittadini di questo Paese e pertanto avvieremo la raccolta delle tessere elettorali da riconsegnare nelle mani del Presidente Napolitano. I responsabili di questa situazione con relativi stipendi sono elencati a pagina 5 de “Il Giornale” del 16 giugno u.s.. Se, in un’azienda privata, dirigenti così lautamente retribuiti producessero risultati così drammaticamente fallimentari, verrebbero cacciati a pedate. Noi oggi chiediamo le loro dimissioni e la loro non rieleggibilità. Chiediamo, inoltre, le dimissioni dei sindaci delle nostre tre città (Agnone, Larino e Venafro) poiché hanno scelto di essere asserviti al potere piuttosto che schierarsi con i propri concittadini-elettori a difesa del bene comune. Siano anche soppressi i Consigli di Amministrazione di tutti gli enti sub-regionali (FINMOLISE; ERIM; IACP; ARSIAM; ecc), sia ridotta del 50% l’indennità dei consiglieri regionali e sia fatto divieto di nominare assessori e consulenti esterni. Vogliamo, poi, che venga disposta la chiusura della Facoltà di Medicina presso l’Università degli Studi del Molise se questa dovesse essere ancora sostentata con risorse sottratte al fondo sanitario regionale piuttosto che ricevere il necessario finanziamento direttamente e propriamente dal M.I.U.R. così come vogliamo la revoca della ormai nota D.G.R. n. 638/2008 avente ad oggetto un accordo tra Regione Molise e Università Cattolica del Sacro Cuore che impegna oltre 200 milioni di Euro in favore di quest’ultima. Invitiamo, altresì, tutti i cittadini e le Associazioni di categoria a voler prendere contatto con noi per organizzare una grande manifestazione unitaria. La situazione catastrofica del nostro sistema sanitario è un problema di tutti. L’aumento delle tasse graverà su tutti noi!
“Il cittadino c’è” di Agnone “Comitato pro SS. Rosario” di Venafro “Comitato per la difesa dell’Ospedale G. Vietri” di Larino
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