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  LA NOTA - Necessario aprire il cantiere del centrosinistra a Larino
2012-09-06 02:18:59
 di FRANCESCO SABETTI - Chi troppo la tira la spezza.
 
E’ così che l'attuale sistema politico, sotto il peso degli scandali e della gestione dell'ultimo governo Berlusconi - Bossi e delle vergogne che hanno coinvolto i tesorieri di Margherita e Lega, è giunto al capolinea decretando la fine della Seconda Repubblica.

La nostra classe dirigente ci sta per consegnare un paese al collasso, con una economia spostata su un “equilibrio negativo” dal quale sarà difficile riuscire a sfuggire, mentre i partiti , che sono allo sbando, non riescono a formulare proposte sui futuri programmi, sulle nuove alleanze e su personalità politiche che possano assurgere al ruolo di leader.

Mi chiedo se le colpe di ciò siano da attribuire esclusivamente ai partiti o anche alla peculiarità con cui gli italiani si rapportano al mondo della politica.

Penso che la questione morale che avvolge il nostro Paese investe sia governanti che governati in quanto interessa molteplici settori: dai finanziamenti illeciti presi da politici per favorire amici, ai banchieri accusati di prendere mazzette per concedere credito, ai calciatori che percepiscono tangenti per perdere partite, fino alla gente comune che vota il politico di turno per ottenere vantaggi e favori personali.

Ora serve un’alternativa, serve un’offerta politica nuova e un radicale turn-over dell’attuale ceto politico. Ma dobbiamo fare molta attenzione a non cadere nella trappola di chi ci propone l’antipolitica rozza, urlata e demagogica la quale, alimentata dalla politica ufficiale e dal proprio sistema autoreferenziale di privilegi e di sprechi, è praticata al solo fine di accrescere consensi. Essa non è in grado di dare risposte, né di sciogliere i nodi che attanagliano il nostro Paese.

Siamo sull’orlo del baratro e per questo abbiamo bisogno di un vero segnale di cambiamento, di progetti tendenti a razionalizzare le risorse e valorizzare le competenze, di servizi efficienti, nonché di chiudere defi-nitivamente l’anomalia tutta italiana della spesa pubblica allegra.

Come è possibile rispondere concretamente a queste nuove e fondamentali esigenze?

Partendo dal basso, dal confronto con i cittadini, per costruire un programma condiviso, capace di dar voce ai bisogni e alle aspettative della gente, di rispondere all’esigenza di modernizzazione degli apparati burocratici e di combattere la criminalità organizzata che si annida in numerosi settori economici e che infligge alla collettività danni finanziari e sociali rilevanti.

Per perseguire tali obiettivi è necessario costruire una coalizione omogenea rappresentata da politici seri, professionali e competenti, e non dai soliti cialtroni di turno.

Anche nella nostra piccola realtà larinese, nella quale tra meno di un anno si voterà per il rinnovo del sinda-co e dei consiglieri comunali, le forze del centrosinistra dovrebbero fare uno sforzo comune per formulare un programma partecipato, in grado di rispondere alle aspettative della nostra comunità, di operare una sintesi tra le diverse sensibilità politiche presenti nella coalizione. Una sorta di “cantiere” del centrosinistra all’interno del quale ogni cittadino che lo riterrà opportuno potrà liberamente portare il suo contributo. Ma contemporaneamente sarà indispensabile porre particolare attenzione alla definizione di regole democratiche condivise per la selezione della nuova classe dirigente. Non è più accettabile la vecchia prassi della spartizione partitocratica a tavolino delle candidature che viene tuttora sostenuta con forza anche da giovani rampanti e da teorici dell’antipolitica. Per ridare dignità ai cittadini elettori e restituire a questi ultimi la possibilità di scegliere i candidati in base alle loro capacità ed al loro spessore personale e morale è indispensabile un passaggio fondamentale: elezioni primarie per candidati a sindaco e consigliere. In tal modo le segreterie dei partiti saranno costrette a mettere in campo le personalità migliori e non, come accade spesso, solo chi, organico al sistema dello sperpero, è politicamente poco affidabile.

E a proposito del “nuovo che avanza”, può definirsi politicamente coerente ed affidabile chi nelle comunali del 2008 ha rifiutato di esprimere un voto su candidati democraticamente selezionati con elezioni primarie e su liste sottoposte al vaglio delle preferenze (avvantaggiando di fatto l’attuale amministrazione), mentre ha ritenuto opportuno votare alle elezioni politiche per le liste bloccate dei candidati designati dalle segreterie romane?

Oppure può ritenersi politicamente credibile chi, avendo “constatato con estrema tristezza lo stato di degra-do nel quale versava il panorama politico larinese”, non ha ritenuto opportuno recarsi alle urne delle scorse elezioni provinciali mentre, dopo cinque mesi, nell’imminenza delle consultazioni regionali, si è schierato a sostegno di un candidato con un’unica motivazione politica: la “larinesità e l’appartenenza a questa terra” pur avendo dichiarato in merito alle primarie per la scelta del candidato governatore, di “non avere riscontra-to tra i propri principi fondamentali quelli che questo tipo di consultazioni incarnano”?

Può ritenersi spendibile chi, dopo avere contribuito alla stesura di un manifesto-denuncia contro l’amministrazione comunale di centrodestra, plaude sul web alla risposta piccata degli assessori incolpati?

Per uscire fuori dal pantano che immobilizza la nostra società e ne ipoteca pesantemente il suo futuro biso-gna rispondere alle priorità mediante un programma condiviso ed elezioni primarie. Solo così si potrà creare una prospettiva strategica contrapposta ai noti vantaggi tattici di corto respiro.
Chi troppo la tira la spezza.

 

   
 

 

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