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L'esponente di An, il più votato alle ultime comunali di Isernia, sarà messo fuori dalla giunta e sostituito dal suo compagno di partito, Antonio Scuncio. La decisione non l'ha presa Gabriele Melogli, il quale vorrebbe difendere il suo vicesindaco. L'ha presa Michele Iorio anche dopo le forti pressioni e sollecitazioni arrivate prima da Cosmo Galasso, coordinatore regionale di "Progetto Molise", poi da Ulisse Di Giacomo, coordinatore regionale PDL, e per ultimo da Luigi Mazzuto, neoeletto presidente della Provincia di Isernia. Una decisione maturata già durante la campagna elettorale ma che i vertici del centrodestra hanno inteso non ufficializzare per non danneggiare lo schieramento che ha poi vinto le elezioni. Adesso, ad urne chiuse, si può arrivare alla resa dei conti. E' stato convocato da Melogli un vertice di maggioranza nel quale si dovrà discutere anche del caso Mancini. Al vicesindaco si vuol far pagare la sua decisione di candidarsi alla presidenza della Provincia contro il candidato ufficiale del PDL e soprattutto l'aver condotto una campagna elettorale aggressiva nei confronti di Mazzuto. Melogli tenterà una difesa estrema, ma sa già che la sorte di Mancini è segnata. E se lui non dovesse eseguire gli ordini che vengono dai vertici del PDL rischia di essere sfiduciato e sostituito dalla sorella del governatore, l'attuale assessore Rosa Iorio, che sarebbe in pole position come candidata a sindaco in caso di elezioni anticipate. Dunque Melogli dovrà cedere. E Mancini sarà mandato a casa. Non conserverà un posto in Consiglio comunale, visto che ha dovuto lasciare lo scranno di Palazzo San Francesco per incompatibilità con la carica di assessore. Gli resta solo la poltrona di consigliere provinciale di minoranza. Mancini ha minacciato, nel caso di suo defenestramento, di candidarsi alla presidenza della Regione tra due anni per far perdere voti a Iorio. Ma la minaccia non ha sortito alcun effetto.
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