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  Nuove tasse per pagare i 'buchi' nella sanità, Iorio è soddisfatto
2009-12-04 02:29:39
 Michele Iorio è soddisfatto. E non potrebbe essere diversamente. Visto che il governo Berlusconi ha "regalato" ai presidenti delle Regioni che hanno prodotto e producono disavanzi nella sanità una comoda via d'uscita.
 

Per coprire i "buchi" saranno introdotte nuove tasse. Che, naturalmente, cadranno sulle spalle dei cittadini. E' questa una delle più importanti novità del nuovo Patto Triennale della Salute stipulato tra Regioni e Governo. Sacconi voleva introdurre una norma per rendere non più ricandidabili gli amministratori regionali che producono debiti nella sanità. Ma il governo di cui fa parte lancia a quegli stessi amministratori incapaci una insperata scialuppa di salvataggio. Infatti per le Regioni con i bilanci della sanità disastrati sono previsti aumenti di 0,15 punti percentuali per l'aliquota Irap e di 0,30 punti per l'addizionale Irpef. Tasse che pagheranno tutti. L'Irap gli operatori economici, l'Irpef tutti i cittadini. Secondo l'emendamento alla Finanziaria sul patto per la salute, le amministrazioni che non presenteranno piani di rientro, o i cui piani di rientro non passeranno le verifiche previste, rischiano un aumento dell'Irap e dell'addizionale Irpef. In particolare l'emendamento prevede che le Regioni in cui la sanità presenti uno squilibrio di bilancio pari o superiore al 5% siano tenute a presentare piani di rientro soggetti a verifica. In caso di riscontro negativo o di mancata presentazione del piano, il presidente della giunta regionale viene nominato commissario ad acta e "sono incrementate in via automatica nelle misure fisse di 0,15 punti percentuali" l'aliquota Irap e "di 0,30 punti percentuali" l'addizionale Irpef. Le Regioni con i conti "in rosso" e, quindi, tenute al rispetto del piano di rientro, è previsto l'obbligo di mantenere le maggiorazioni fiscali per l'intera durata del piano. Questa nuova disciplina è estesa anche alle Regioni che abbiano già avviato le procedure per l'avvio del piano di rientro, quindi anche per il Molise. L'emendamento stabilisce inoltre che i piani di rientro siano soggetti a verifiche con periodicità trimestrale ed annuale, "ferma restando al possibilità di procedere a verifiche ulteriori» o «straordinarie"». Se il presidente della Regione, in qualità di commissario, risultasse inadempiente verrà affiancato da uno o più commissari ad acta, nominati dal Consiglio dei ministri. In una nota Michele Iorio si dichiara soddisfatto per le novità emerse al tavolo con il governo. Secondo il governatore "il nuovo Patto Triennale della Salute assicura importanti spazi di riconoscimento normativo e finanziario alle particolarità territoriali e demografiche del Molise". "Un risultato dunque importante - aggiunge il presidente - che getta le basi per la sanità del futuro in cui, accanto ad una chiara responsabilizzazione nella gestione delle risorse, trova spazio il riconoscimento del diritto dei cittadini che vivono in regioni con specificità orografiche e di bassa densità di popolazione, ad avere servizi sanitari moderni ed efficienti. Il mio giudizio è dunque positivo perché abbiamo fatto un passo in avanti sulla strada di una sanità più efficace ed efficiente, che da un lato responsabilizza tutti a contenere i costi e dall’altro investe risorse nuove e rilevanti nell’innovazione e nell’ampliamento dei servizi ai cittadini”. Il problema è ora capire se il Molise riuscirà a cancellare il deficit e a diventare miracolosamente una regione "virtuosa". Altrimenti a pagare saranno i cittadini contribuenti, gli imprenditori, i commercianti e i professionisti. Con piena soddisfazione di Iorio...

 

   
 

 

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