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I vertici del PD ancora non si sono pronunciati direttamente, ma sono ormai trascorse diverse settimane da quando il primo cittadino, esponente del Partito Democratico, ha formalizzato la sua disponibilità a ricandidarsi. Lo a fatto nei tempi stabiliti dal partito che ha dato ai sindaci uscenti la possibilità di riproporsi e, nell'eventualità tale candidatura fosse stata condivisa dal partito a livello locale, di evitare le primarie. Ma il PD non ha mai risposto alla disponibilità offerta da Di Fabio. Ha lasciato cadere la cosa ed oggi dà il colpo di grazia al primo cittadino. Infatti presso il circolo del PD di Campobasso si è costituito il Comitato "Primaria 2009" il cui compito, si spiega in una nota, "è quello di assolvere agli adempimenti tecnici per la selezione delle candidature attraverso il metodo delle primarie per la carica di Sindaco del Comune di Campobasso." Questo significa che la candidatura di Di Fabio non è stata presa in considerazione. Il PD va avanti per la sua strada e il Comitato ha anche predisposto un regolamento e la relativa documentazione per la presentazione delle candidature, che sono disponibili presso l'Ufficio del Comitato "Primaria 2009", in via Ugo Petrella 28 a Campobasso, a partire da oggi sabato 15 novembre. Addio Di Fabio, dunque. E avanti tutta con Augusto Massa. Come previsto, ovviamente. Ma la strada verso le elezioni è insidiosa. Perché gli altri partiti del centrosinistra non sembrano disponibili a partecipare alle primarie. Anzi, all'interno dello stesso PD alcune frange non vedono di buon occhio questa svolta. In effetti l'unico che si è sempre detto pronto ad affronare le primarie è Augusto Massa, forte dell'appoggio della segretaria regionale del PD, Annamaria Macchiarola. Massa ritiene di poter ancora controllare in buona parte l'apparato dei Ds e di vincere a man bassa le primarie. Il rischio è che potrebbe correre da solo. E che la sua "vittoria" potrebbe non essere riconosciuta dagli alleati. Sulle primarie e sul sostegno a Massa, oltre ai vertici del PD e ad una parte dello stesso partito, sono d'accordo, per ora, soltanto quelli di Rifondazione Comunista. L'ex senatore sta cercando di convincere il resto della cosiddetta sinistra radicale e anche i Socialisti. Ma non sarà facile. I Comunisti Italiani si sono sempre dichiarati contro le primarie. E lo Sdi rischia di trovarsi tra due fuochi. Uno è quello di Massa, verso il quale sembra propendere il consigliere regionale Michele Pangia, l'altro è quello di Nicola D'Ascanio, sostenuto dagli esponenti socialisti del Molise centrale, e in particolare dall'assessore provinciale Montanaro e dal consigliere provinciale Manocchio. La parte del PD che fa capo al presidente della Provincia e al suo gruppo non sosterrà Massa e quasi sicuramente non presenterà un proprio candidato. Anzi, cercherà di aprire un discorso all'interno del partito sul nome di Di Fabio. Infatti - sostengono alcuni stretti collaboratori di D'Ascanio - prima di mettere in moto la macchina delle primarie bisogna dare una risposta a Di Fabio e dire sì o no alla sua candidatura. E in caso di "no" bisogna anche dare una motivazione forte per spiegare come mai non viene ricandidato un sindaco uscente. E poi questa parte del PD ritiene che il percorso verso le elezioni comunali debba essere condiviso dagli alleati, a partire dall'alleato più forte, cioè l'Italia dei Valori. Che, per bocca del suo coordinatore regionale Caterina, già da tempo ha espresso le sue perplessità sull'opportunità di tenere le primarie. I dipietristi vogliono sedersi intorno ad un tavolo e trovare un accordo tra i partiti. L'IdV ha già il suo nome da mettere sul tavolo, quello di Massimo Romano, consigliere regionale, sul quale Di Pietro non sembra disposto a tornare indietro. A meno che non si trovi una figura di spessore proveniente dalla società civile che superi le vecchie logiche e le vecchie facce. Insomma i dipietristi non sono disposti ad appoggiare Massa e, nel caso in cui il PD dovesse continuare ad andare per la propria strada ignorando l'Italia dei Valori, allora il partito di Di Pietro potrebbe andare da solo al primo turno. Ad oggi lo scenario nel centrosinistra è dunque ancora confuso. Il PD "ufficiale", attraverso le primarie, sceglierà come candidato sindaco AUgusto Massa con l'appoggio di Rifondazione Comunsita e, forse, il resto della sinistra radicale. Per far sembrare "vere" le primarie i piddini potrebbero chiedere proprio a Rifondazione di mettere in campo un proprio candidato di bandiera destinato, ovviamente, alla sconfitta. Sul fronte dell'Italia dei Valori è stato fatto il nome di Massimo Romano e ci si prepara a presentare una lista autonoma a sostegno del proprio candidato e in competizione con Massa. Il resto del PD, quello che fa capo a D'Ascanio, probabilmente non parteciperà alle primarie e non proporrà un proprio candidato, anche se potrebbe cercare di sostenere, all'interno del PD, il nome di Di Fabio ma senza primarie. E' ovvio che al gruppo di D'Ascanio potrebbe essere facile trovare un'intesa con Di Pietro, sostenere il suo candidato e inserire nella lista dipietrista alcuni nomi da appoggiare come candidati consiglieri. Anche se non è escluso che la "minoranza" del Partito Democratico possa anche presentare una propria lista con un simbolo civico, apparentandosi con il candidato sindaco dipietrista. Ma si sta lavorando anche ad un nome che sia fuori dalle parrocchie dei partiti, sul quale trovare una convergenza forte tra minoranza del PD, dipietristi e gli altri partiti che eventualmente non condividono la candidatura di Massa. Un nome che potrebbe trovare il sostegno anche della cosiddetta società civile. Diversi personaggi del mondo della cultura, del lavoro, delle professioni stanno lavorando comunque alla presentazione di una propria lista, con o senza candidato sindaco. Comunque se tutte queste forze riusciranno a fare fronte comune e se si renderanno conto di poter disporre di un forte consenso, allora potrebbero decidere anche di partecipare alle primarie, ma con l'obiettivo di vincerle. IL problema è trovare il nome che consenta di raggiungere l'intesa. Qualcuno ci sta lavorando. Ma non sarà facile. E alla fine si potrebbe avere uno scontro dentro il centrosinistra tra Massa e ROmano che al primo turno si giocheranno la possibilità di sfidare ad un eventuale ballottaggio il candidato del centrodestra. E il risultato è tutt'altro che scontato.
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