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In effetti, nell’analisi pre gara era quasi impensabile ipotizzare un risultato a favore dei molisani: un distacco in classifica di undici lunghezze dalla capolista, mai sconfitta dall’inizio; una Olio Pignatelli mai vittoriosa fuori dalle mura amiche; l’interruzione della collaborazione con il tecnico Giacobbe decisa non molto tempo prima del fischio di inizio. Eppure, in questa impresa “impensabile” agli occhi di tutti, i biancoazzurri (giocatori, tecnico Porro - chiamato a ricoprire il ruolo di primo allenatore - e società) avevano creduto sin dalla partenza alla volta del Veneto, quando hanno portato con loro grinta, determinazione, voglia di tradurre in campo e a favore della squadra ciò che ognuno è in grado di fare. Così i pentri non hanno avuto alcun timore reverenziale al cospetto della capolista, anche se la formazione presentata da Cretu, con l’ex biancoazzurro Tamburo recuperato in extremis, era diversa da quella studiata in settimana. Entrambe le formazioni hanno trascorso quindi buona parte del primo set a studiarsi, con i ragazzi de La Fenice a fare prove di volo dopo il 10 pari. Due diagonali di Libraro e un secondo tocco di Valera portano al primo allungo pentro (11-13), ma grazie al proprio opposto Bassano ristabiliste l’equilibrio una prima volta sul 13 pari e successivamente sul 17 quando, sempre Tamburo, risponde dalla linea dei nove metri alle due “fotografie” ricevute rispettivamente da Van der Wel e da Libraro. Si procede punto a punto, ma è la presenza a muro della Pignatelli a segnare l’allungo decisivo e finale. 22-25 e Gemmi e soci conquistano il primo set in esterno della stagione.
Si torna in campo con i due sestetti che alternano le loro vicende sempre nel fondamentale di muro: Tamburo mette la sua firma sui due block iniziali dei padroni di casa, fermando prima Van der Wel e poi Gemmi, in seguito sono Peralta e Valera a fermare l’opposto giallorosso e Hrazdira, quest’ultimo richiamato in panchina per David. La mossa di Cretu, per l’economia del set, si rivelerà opportuna. Sono proprio del ceco i punti che portano la Fiorese sul massimo vantaggio (17-11), quando coach Porro decide di inserire De Luca per Van der Wel. Isernia prova a riavvicinarsi, entra anche Mari per Gemmi sul finale, con il modenese che segna il suo primo punto con la maglia biancoazzurra, ma David riporta il match in parità.
Nella terza frazione la Pignatelli fa la voce grossa prima del time out tecnico con quattro block successivi su Tamburo (tre Libraro, uno D’Avanzo), fondamentale nel quale, a fine match, si raggiungerà quota 20. Nonostante lo svantaggio di quattro lunghezze (4-8) la Fiorese ristabilisce il pari con un muro di Hrazdira (rientrato per Ogurcak) su Van der Wel (13-13), ma la Pignatelli trascinata da un Gemmi incisivo e volenteroso, ottimo in attacco (top scorer pentro con 20 punti) e determinante nella collaborazione con Spampinato in fase di ricezione e difesa, nel finale di parziale è assai attenta a non commettere errori e si porta di nuovo in vantaggio in conto set grazie al primo tempo di Peralta.
Nel quarto set coach Porro continua la staffetta tra de Luca e Van der Wel, mentre il match per la Olio Pignatelli prosegue all’insegna dello schiacciatore scuola Lube, Lorenzo Gemmi, a cui dall’altra parte della rete tiene testa l’ex compagno Vincenzo Tamburo. Il parziale è equilibrato e tale equilibrio si interrompe solo nel finale, quando l’opposto bassanese viene ben coadiuvato dallo schiacciatore Hrazdira.
Si va al tie break con i padroni di casa che fanno subito 2-0, ma il turno al servizio di Libraro (due ace consecutivi) capovolge la situazione (2-4) inducendo Cretu al tempo. La Pignatelli amministra il vantaggio e lo incrementa con un break di tre lunghezze frutto del primo tempo di Peralta, del secondo tocco di Valera (che farà registrare ben 10 punti nel suo score personale grazie dell’ottima prova a muro, ma soprattutto all’utilizzo costante del secondo tocco quando risultava difficile smarcare i propri attaccanti) e al muro di D’Avanzo su Hrazdira. Sarà Libraro a segnare una vittoria meritata quanto cercata.
Affermazione della squadra, ma nota di merito a Lorenzo Gemmi, presente in ogni fondamentale e decisivo in attacco nei momenti topici, e a Rodman Valera che vince nettamente la sfida con il pari ruolo Ronaldo apparso troppo nervoso, tanto che da un campione come lui non ci si aspetta una reazione così esagerata (passaggio dall’altra parte della rete) per un urlo in faccia ricevuto dopo un muro dall’avversario. Comportamento che avrebbe lasciato i compagni senza il suo fondamentale apporto se solo gli arbitri fossero stati meno magnanimi nel comminargli un giallo in luogo di un rosso.
Al termine del match la gioia è palpabile soprattutto per il debuttante Porro: “Come ho visto la partita? In piedi – risponde sorridendo – in realtà siamo stati bravi a contenere a muro i loro attaccanti più incisivi e a contenere il nostro numero di errori. Buono il lavoro fatto dalla linea dei nove metri e ottimo il lavoro delle bande. Mentalmente siamo stati superiori nei momenti caldi del set e abbiamo tenuto testa nei finali quando si viaggiava punto a punto, cosa che nella partita di Gioia è stato un po’ il nostro handicap e siamo stati altrettanto bravi a rimanere calmi nei momenti di tensione che si sono registrati nel corso della gara e che hanno riscaldato il pubblico presente”.
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