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  Buon Natale. Anche oggi!
2009-01-07 16:44:25
 di FIORA LUZZATTO - Buon Natale. Sì, buon Natale.
 

Perché il Natale è oggi, per molti Cristiani che hanno un calendario diverso dal nostro: per gli Ortodossi in Russia, e anche per i Cattolici Uniati in Ucraina. E’ Natale per centinaia di donne che vivono qui, accanto a noi, nelle nostre case. Per loro è un Natale senza figli e senza nipotini: perchè loro accudiscono i bambini degli altri. Un Natale senza i loro genitori: loro accudiscono i genitori degli altri. In questa Italia dove la retorica della “famiglia” è diventata un vezzo nazionale, a quanto pare non ci si preoccupa molto delle famiglie altrui. Per chi lavora regolarmente in Italia, è una chimera ottenere il “ricongiungimento” con i figli che vorrebbero studiare in Italia. A noi servono i genitori: che i figli si arrangino.
Ma ultimamente leggiamo sui manifesti che è iniziato un “progetto” per l’accoglienza degli stranieri. E’ anche previsto un “mediatore culturale”: e questo all’apparenza è positivo, anche perché ci sono alcune persone che hanno proprio conseguito questo titolo professionale. Ma poi si viene a sapere che, sebbene ci siano persone iscritte regolarmente all’Ufficio del lavoro con questa qualifica, proprio loro sono state però escluse dal progetto di mediazione culturale! Chissà se l’esclusione ha qualcosa a che fare col fatto che sono ragazze zingare?
Ben venga comunque lo Sportello Immigrati: potrebbe essere utile. Questi immigrati, quando sono in possesso di tutti i requisiti previsti, avrebbero diritto di non aspettare tempi kafkiani per regolarizzarsi. Molti di loro sono costretti a rinunciare ad andare in patria per le ferie, perché sono ancora in attesa dei documenti che a loro spettano. Avrebbero  bisogno di qualcuno che funga da trait-d’union con la Questura per raccapezzarsi nel groviglio delle  estenuanti procedure (che fanno perdere “tempo” e quindi anche “denaro”) per ottenere i “permessi” con sfibranti andirivieni. Ma  il personale addetto allo “Sportello Immigrati” sarà in grado di dare informazioni giuste?
Le nostre “badanti” avrebbero anche bisogno di un luogo dove si incroci la “domanda” con l’ “offerta” di lavoro; infatti non sempre è sufficiente il “passa-parola”. Ma qualcuno dirà che questo “non compete” all’Ufficio Immigrati.
E possiamo sperare che lo “Sportello Immigrati” aiuti i lavoratori stranieri a ottenere i loro diritti dai datori di lavoro? Oppure ci dobbiamo rassegnare al lavoro nero, ai contributi non versati, alla “liquidazione” non pagata? Dobbiamo rassegnarci all’illegalità dilagante? Dobbiamo accontentarci delle giustificazioni del tipo: “Loro preferiscono qualche euro in più e qualche contributo in meno”?
Buon Natale dunque, care amiche venute da lontano. Buon Natale alle donne ingegnere che son venute in Italia per accudire anziane contadine analfabete; alle ex impiegate di banca che accudiscono i vecchi colpiti dall’Alzheimer. Dovremmo avere il coraggio di augurarvi che il 2009 porti  nei vostri Paesi meno svalutazione e meno disoccupazione, più giustizia e più sviluppo, in modo che voi possiate di nuovo, anziché lavorare nelle nostre case, tornare con gioia ad accudire i vostri nipotini. E’ vero che, senza di voi, le nostre famiglie andrebbero a scatafascio; però un po’ di vita di famiglia ve la meritate pure voi. Buon Natale!

 

   
 

 

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