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I Molisani di Roma si raccontano in tv
| 2004-04-24 22:47:00 |
di Alessandro Neumann
La trasmissione “Raitre Magazine” di sabato 24 aprile ha mandato in onda uno speciale sulla folta comunità molisana di Roma. Un patrimonio di valori umani, culturali ed economici spesso sconosciuto e non sfruttato dalla politica regionale.
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Il programma della Rai, partendo dalla “tana” dei molisani della Capitale, la sede dell’associazione “Forche Caudine” in via Foligno, ha effettuato un’indagine sulla comunità che conta quasi 50 mila persone. In particolare sono stati sentiti i rappresentanti di quelle professioni monopolizzate dai molisani di Roma, ad esempio i profumieri originari di Sant’Elena Sannita, con le testimonianze di Piero Muliere e di Gabriele Di Bella, alcuni dei quali stanno reinvestendo nel territorio d’origine. Sono stati intervistati anche Giuseppe Colozza, Maria D’Ugo e Gabriele Di Nucci, ai vertici dell’associazionismo molisano nella Capitale, i quali si sono a lungo soffermati sull’analisi della presenza molisana e dell’aggregazione in genere in una metropoli così complessa come Roma. Con loro altri molisani – e non solo - convenuti presso la sede dell’associazione per offrire la propria testimonianza. Gli intervistati hanno ribadito il forte legame che tiene uniti tanti corregionali alla terra d’origine, ed in particolare al proprio Comune o alla propria frazione, ma hanno anche denunciato una certa assenza delle istituzioni regionali nel saper cogliere e sfruttare tali potenzialità umane, culturali e di competenze professionali. In sostanza i molisani di Roma non conoscono i rappresentanti corregionali al Parlamento e lamentano – a differenza di altre comunità regionali della Capitale - scarse occasioni d’incontro, legate per lo più all’attività di “Forche Caudine” (ma non sempre i politici sono presenti). Il servizio ha infine messo a fuoco il quartiere romano dell’Alberone, una delle zone con la più alta densità di corregionali (soprattutto originari di Salcito), ricca di storie e di aneddoti collegati soprattutto alla fase della grande emigrazione nel dopoguerra.
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