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  E-MAIL - Quel pasticciaccio brutto di Monteroduni
2004-07-05 12:05:00
 di Michele Tuono* L'appello lanciato dal segretario della Sinistra Giovanile di Monteroduni (clicca qui) venne a capitare nella fase più incandescente della campagna elettorale, e perciò non era il caso di cercare approfondimenti della materia, anche per non dare l'impressione di voler strumentalizzare una faccenda che già si presentava molto complicata.
 

Ora che la campagna elettorale si è conclusa, e le cose si vanno mettendo abbastanza in chiaro, si può tentare una sommaria ricapitolazione dei fatti.
Primo fatto: Candido Paglione ha sostenuto a Monteroduni una lista comunale che includeva un dirigente di Forza Italia. Non un simpatizzante, una persona di area o cose di questo genere, ma uno di quelli che solitamente si definiscono "quadri". E quadri di un certo rilievo, trattandosi del responsabile provinciale di una organizzazione politica importante ("Azzurro Donna") in una provincia importante (Frosinone).
Va riconosciuto che la mossa è stata decisiva. Il dirigente in questione, candidato nella lista sostenuta da Paglione, con i suoi 144 voti di preferenza, record storico a Monteroduni, ha in pratica deciso le sorti di queste elezioni, è ne è stato compensato con la nomina di assessore ai Lavori Pubblici.
Ma la composizione "ibrida" della Amministrazione Comunale di Monteroduni è un fatto tutt'altro che nuovo. La vecchia amministrazione, a guida di centro-destra, comprendeva due assessori, Custode Russo e Carmine Gonnella, inclusi nell'elenco dei "Sindaci, Assessori e Consiglieri Comunali" ufficialmente dichiarati come DS, in placida coabitazione con Angelo Iannarelli, uomo di centro-destra, candidato di Forza Italia in queste elezioni provinciali, Clementino Pallante, membro della Direzione Provinciale dell'UDC, ed altri della stessa area.
Ora la faccenda si presenta rovesciata: amministrazione comunale di centro-sinistra, guidata da Carmine Gonnella, DS, e un assessore di Forza Italia, in coabitazione con assessori targati DS.
Secondo fatto: Carmine Gonnella, referente DS per Monteroduni, e notoriamente "uomo di" Paglione, ha sostenuto candidati provinciali di centro-destra, venendone ricambiato con il sostegno alle elezioni comunali; e questo è un fatto di pubblico dominio, già noto, pare, allo stesso Paglione. Il quale adesso si sarà reso conto della pericolosità di certe situazioni.
Terzo fatto: il candidato DS alle elezioni provinciali nel collegio di Monteroduni, che secondo l'abc della politica (i DS devono devono votare i DS) avrebbe dovuto essere sostenuto dallo stesso Gonnella, da Custode Russo, dal consigliere della Comunità Montana (in quota DS), Irene Cianfrani, e da tutta la sezione DS di Monteroduni, che annovera altri ex-consiglieri comunali, ex-candidati alla Provincia ecc. ecc., ha raccolto 157 voti.
Quarto fatto: secondo una stima approssimata, i candidati di centro destra a Monteroduni (UDC, FI, AN) al primo turno hanno ottenuto un migliaio di voti; quelli di centro-sinistra (DS, Rifondazione Comunista, Margherita, Di Pietro-Occhetto), meno della metà. Al ballottaggio, senza l'ingombro delle comunali, gli equilibri si sono ricomposti: Mauro 637, Paglione 544.
Quinto fatto: Paglione non ha mai messo in discussione, con dichiarazioni o comunicati ufficiali, questo genere di operato. Anzi, al riguardo un episodio va senz'altro ricordato. A seguito del già citato appello lanciato dal segretario della Sinistra Giovanile, la Direzione Provinciale dei DS, per l'indomani mattina (domenica) organizzò un rapido blitz a Monteroduni. L'obiettivo, lo si capì subito, non era di chiedere spiegazioni a Gonnella, ma di mettere sull'attenti il segretario della Sinistra Giovanile, che era, nella fattispecie, anche il figlio del candidato DS alle elezioni provinciali nel collegio di Monteroduni, voluto dallo stesso Gonnella.
Quasi che la Direzione Provinciale dei DS volesse significare: "non solo mandiamo allo sbaraglio tuo padre, nel senso che lo spingiamo a candidarsi e poi non lo votiamo perché dobbiamo avere le mani libere per stringere accordi con i candidati del centro-destra, ma tu - che di quel candidato sei il figlio - devi anche fare silenzio per non turbare il sacro equilibrio interno, per evitare spaccature" e tutte le altre favole che i diessini tirano fuori in queste occasioni.
Il primo risultato di quel blitz mattutino fu che il giovane segretario venne messo a tacere, tanto è vero che il manifesto che era in programma, già stampato, con le stesse parole adoperate nel comunicato, non fu fatto circolare, e tuttora è rimasto lettera morta, fatta eccezione per una specie di circolare diramata da Gonnella agli iscritti della sezione di Monteroduni, con un blando invito a sostenere il candidato DS. I risultati si sono visti. A parte l'evidente sovrapposizione di ruoli fra il candidato sindaco di una lista cosiddetta civica, che deve mostrarsi super partes, e il referente locale dei DS, che per ruolo istituzionale deve ufficialmente appoggiare il candidato del suo partito, salvo poi regolarsi come gli pare. Ma, come si diceva una volta, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, la farina del diavolo va sempre in crusca e soprattutto: chi è causa del suo mal pianga se stesso.

Michele Tuono
Consigliere comunale di opposizione - Monteroduni

 

   
 

 

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