Campobasso, carcere per un 42enne accusato di stalking
La Polizia di Stato di Campobasso ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di 42 anni, indagato per atti persecutori, lesioni personali, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Campobasso, nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica.
Minacce e condotte persecutorie verso dipendenti di un ufficio
Secondo l’ipotesi accusatoria, ancora sottoposta alle valutazioni delle successive fasi del procedimento, l’uomo avrebbe tenuto comportamenti minacciosi e persecutori nei confronti di alcuni dipendenti di un ufficio finanziario locale. Le condotte sarebbero nate da presunte rivendicazioni economiche e avrebbero provocato nelle persone offese un forte stato di ansia e timore per la propria sicurezza.
La vicenda avrebbe raggiunto un livello di particolare tensione durante un episodio avvenuto all’interno dei locali dell’ufficio, dove l’indagato avrebbe lanciato alcuni oggetti. Due dipendenti, a seguito di quanto accaduto, avrebbero dovuto ricorrere a cure mediche.
Gli elementi raccolti dagli investigatori hanno portato la Procura a richiedere una misura cautelare, poi disposta dal GIP. L’attività investigativa è stata condotta dalla Sezione Reati contro la Persona della Squadra Mobile della Questura di Campobasso.
Contestati anche episodi al Pronto Soccorso
All’uomo vengono inoltre contestati episodi di minaccia e oltraggio nei confronti di personale medico in servizio presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Campobasso. Le condotte, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, si sarebbero inserite in un quadro già segnato da comportamenti ritenuti aggressivi e preoccupanti.
Durante le fasi della sua localizzazione, l’indagato avrebbe opposto resistenza attiva agli operatori della Squadra Mobile e della Squadra Volante. In quelle circostanze, un agente della Polizia di Stato avrebbe riportato lesioni personali.
Il provvedimento cautelare è stato eseguito sulla base degli elementi provvisori raccolti nel corso delle indagini preliminari. La misura della custodia in carcere, in questa fase, risponde alle valutazioni dell’autorità giudiziaria sulle esigenze cautelari emerse dal quadro investigativo.
Procedimento nel quadro del Codice Rosso
L’attività rientra nel lavoro svolto dalla Procura della Repubblica di Campobasso e dalla Polizia di Stato sui procedimenti disciplinati dal cosiddetto Codice Rosso, normativa che interviene a tutela delle vittime di condotte violente, persecutorie o comunque lesive della sicurezza personale.
La Procura ha precisato che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Per questo motivo, nel rispetto del principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza, la responsabilità della persona sottoposta a indagini potrà essere accertata in via definitiva solo con una eventuale sentenza irrevocabile di condanna.
La nota è firmata dal procuratore della Repubblica facente funzioni, Elisa Sabusco, e conferma l’attenzione degli uffici giudiziari e investigativi verso i casi in cui minacce, aggressioni e comportamenti persecutori producono un concreto allarme per le persone coinvolte.
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