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Automotive, Regioni a Bruxelles: chiesta neutralità tecnologica

Automotive, Regioni a Bruxelles: chiesta neutralità tecnologica

Le Regioni italiane con una forte presenza della filiera automotive hanno portato a Bruxelles una posizione comune sul futuro del settore, chiedendo all’Unione europea neutralità tecnologica, sostegno agli investimenti e maggiore flessibilità nelle regole. La missione istituzionale, organizzata dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nell’ambito della Commissione Attività Produttive, è stata dedicata al confronto sul pacchetto automotive e sulle prospettive industriali della filiera europea.

Incontri con Commissione e Parlamento europeo

Le delegazioni regionali hanno incontrato il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, la vicepresidente Antonella Sberna e diversi eurodeputati impegnati sui dossier relativi all’automotive.

Alla missione hanno preso parte rappresentanti di Abruzzo, Basilicata, Campania, Lazio, Lombardia, Molise, Piemonte e Puglia. Hanno aderito anche Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Veneto.

Il coordinamento dell’iniziativa è stato affidato all’assessore della Regione Marche Giacomo Bugaro, nell’ambito dei lavori della Commissione Attività Produttive della Conferenza delle Regioni.

Nel corso della mattinata le delegazioni si sono confrontate anche con rappresentanti della Commissione europea e della Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unione europea.

Le Regioni chiedono neutralità tecnologica

Al centro del documento congiunto presentato alle istituzioni comunitarie c’è il principio della neutralità tecnologica. Secondo le Regioni, la transizione verso una mobilità sostenibile non dovrebbe essere legata a una sola tecnologia, ma consentire l’utilizzo di tutte le soluzioni capaci di contribuire alla riduzione delle emissioni.

La richiesta è quella di costruire un quadro normativo stabile e prevedibile, tenendo conto anche della sostenibilità economica, industriale e sociale delle scelte adottate.

Le Regioni temono che regole troppo rigide possano produrre una riduzione degli investimenti, difficoltà per la componentistica e trasferimenti delle attività produttive fuori dall’Europa.

Investimenti, PMI e aiuti di Stato tra le priorità

Tra le proposte avanzate figurano il sostegno a innovazione, digitalizzazione e riconversione industriale, oltre a misure specifiche per accompagnare le piccole e medie imprese e le aziende della componentistica nella trasformazione del settore.

Le Regioni chiedono inoltre un quadro europeo degli aiuti di Stato più ampio, stabile e flessibile, con strumenti capaci di sostenere anche investimenti produttivi ad alta intensità tecnologica e di capitale, compresi quelli promossi dalle grandi imprese.

Nel documento viene proposta anche l’introduzione di una nuova categoria di veicoli alimentati da carburanti neutri, indicata con la sigla VEEF.

Richiesta una revisione delle scadenze sulle emissioni

Un altro punto riguarda gli obiettivi intermedi di riduzione delle emissioni rispetto ai livelli del 2021. Le Regioni chiedono una revisione delle scadenze attualmente previste per 2029 e 2032, includendo nel confronto anche i veicoli commerciali leggeri.

La posizione espressa a Bruxelles punta a conciliare il percorso ambientale con la capacità delle imprese europee di continuare a produrre, investire e mantenere occupazione sul territorio.

Secondo le delegazioni regionali, la transizione dovrebbe quindi essere accompagnata da politiche industriali capaci di sostenere aziende, componentistica e indotto durante il processo di trasformazione.

Automotive nella programmazione europea 2028-2034

Le Regioni hanno dedicato particolare attenzione anche alla futura programmazione europea 2028-2034, chiedendo di mantenere una politica di coesione dotata di risorse adeguate e strumenti sufficientemente flessibili.

La proposta è riconoscere l’automotive come una filiera industriale strategica europea e creare uno strumento finanziario dedicato, accessibile anche a Regioni, territori e PMI.

Le risorse dovrebbero sostenere investimenti produttivi, innovazione, riconversione degli stabilimenti, componentistica, formazione delle competenze, energia e infrastrutture.

L’obiettivo è evitare la perdita di capacità industriale

Il documento presentato a Bruxelles parte dalla richiesta di accompagnare la trasformazione del settore evitando che il processo produca una progressiva perdita di attività industriali nei territori europei.

Le Regioni chiedono quindi di tutelare posti di lavoro, competenze e investimenti e di rafforzare la capacità dell’Europa di mantenere al proprio interno produzione, ricerca e sviluppo tecnologico.

La missione rappresenta un nuovo passaggio del confronto tra territori e istituzioni comunitarie in vista delle decisioni che definiranno le prossime politiche europee per l’automotive.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.