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  Alla Cattolica non cambia niente: contratti a prova di tagli
2012-05-02 02:12:03
  E' diventata Fondazione, ma alla Cattolica di Campobasso non è cambiato niente. Tutto come prima. Anzi, meglio di prima.
 

Quelli che comandano sono rimasti gli stessi. Niente di sostanziale è cambiato. Anche i tagli che hanno interessato tutte le strutture sanitarie regionali lassù, a Tappino, sfiorano appena la "Cattolica". O meglio, sfiorano i piani alti della "Cattolica". Perché per i contrattisti, per il personale precario e anche per qualche dipendente la scure è arrivata. Ne sanno qualcosa quei lavoratori che hanno visto scadere il contratto e non hanno ottenuto il rinnovo. Ma per il resto la vita continua come prima. In concreto nel centro ultramoderno che sorge a poche decine di metri dal più importante ospedale pubblico regionale e che si appresta a "fagocitarlo", della trasformazione in Fondazione non si è accorto proprio nessuno. Stessi metodi, stessi personaggi, identica gestione. Lo dimostra quanto accaduto la scorsa settimana. Primari e responsabili di dipartimento del centro di Campobasso sono stati convocati da Antonio Cicchetti, numero uno della sede molisana della "Cattolica" prima come direttore amministrativo ed oggi come presidente della Fondazione "Giovanni Paolo II". I medici sono stati ricevuti uno ad uno alla presenza di Savino Cannone, prima direttore della "Cattolica" ed oggi direttore della Fondazione. Un vecchio rito in "Cattolica" questa convocazione che ricorda le cerimonie per le investiture dei cavalieri medievali. Ognuno dei medici è entrato nella stanza per sentirsi dire se il suo contratto era stato rinnovato o meno. Ascoltato il verdetto, una stretta di mano prima del congedo e poi il ritorno al lavoro. La maggior parte dei contratti dei primari e dei responsabili di dipartimento sono stati rinnovati per i prossimi cinque anni. La "Cattolica" non teme il futuro, anzi è certa di continuare ad operare in Molise senza problemi, visto che il rinnovo dei contratti oltre ad essere un punto di partenza per la programmazione dell'attività per il prossimo quinquennio, rappresenta anche un onere economico non indifferente che in buona parte, alla fine, ricade sul bilancio della sanità molisana. Prendiamo i contratti dei responsabili di dipartimento. Si parla di 250 mila euro l'anno a testa, più naturalmente vari benefit a carico della struttura: le spese di alloggio, il rimborso della benzina e delle spese telefoniche, addirittura l'acquisto e il montaggio e lo smontaggio delle gomme termiche per la macchina ed altro ancora. I responsabili di dipartimento alla "Cattolica" di Campobasso oggi, da quanto risulta dal sito internet della struttura, sono sei. Se, come sembra, sono stati tutti confermati, è il primo milione e mezzo di euro all'anno che se ne va. In sostanza i contratti sono stati rinnovati alle stesse condizioni e allo stesso costo degli anni precedenti, contratti che non vengono minimamente intaccati dalla crisi, dai tagli, dalle difficoltà della sanità molisana. E che nella sanità molisana non hanno uguali. Poi ci sono i reparti ed i servizi, in totale una ventina (ma molti sono retti dallo stesso direttore). Per i primari c'è stata qualche sorpresa. QUalcuno non è stato confermato. Scelta che a quanto pare rientra nelle strategie del management della Fondazione che poi è lo stesso che in questi ultimi anni ha guidato la Cattolica. Strategie che puntano ad implementare ed investire sull'oncologia e sulla cardiochirurgia dismettendo, ad esempio, la cardiologia che verrebbe lasciata in mano al pubblico. L'obiettivo della Cattolica, come segnalato da molti, è "prendersi" l'oncologia del "Cardarelli". Nel via vai di primari e di responsabili di dipartimento per ricevere la nuova "investitura" da Cicchetti e Cannone c'è il segno della continuità con il passato, un "rito" che conferma come alla Cattolica il tempo si è fermato e niente scalfisce un consolidato sistema di gestione della struttura. Anche se quest'anno per la verità una novità c'è stata. E non è stata una novità di poco conto. Alla "cerimonia di investitura" negli uffici della Cattolica ha partecipato un nuovo protagonista, un testimone eccellente. Si tratta di Angelo Percopo che non è dirigente della Fondazione "Giovanni Paolo II", non ha incarichi di sorta nella struttura di contrada Tappino, ma è semplicemente il direttore generale dell'Asrem, l'azienda sanitaria regionale del Molise, diciamo la "controparte pubblica" della Cattolica. Che ci faceva lì Percopo? A che titolo partecipava alla comunicazione a primari e responsabili di dipartimento del rinnovo o del mancato rinnovo del loro contratto?  

 

   
 

 

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