Da "Il Tempo", edizione del Molise di oggi 12 febbraio 2003
di GIOVANNI PETTA
Michele Iorio ha il singolare difetto di dimenticare le fandonie che racconta.
Non lo diciamo noi. Lo scrive Manuela Petescia sul Nuovo Molise Oggi del 17 gennaio scorso. Leggiamo con ritardo colpevole questo articolo succoso, nonostante l’attenzione che dedichiamo al lavoro dei colleghi. L’articolo ci era sfuggito ma dobbiamo tornarci sopra per lo splendido catalogo di informazioni che fornisce al lettore. Da lì si apprende che il presidente della giunta regionale è «ritardatario, scansafatiche, arruffone»: così scrive il direttore responsabile di Telemolise. E aggiunge: «Stratega dell’ultimo minuto, quando cioè si accorge che il destinatario di qualche sua decisione è in procinto di suicidarsi». Conosciamo il presidente Iorio per averlo intervistato qualche volta. Ed è difficile in pochi minuti capire la personalità, il carattere, i desideri, le capacità di una persona. L’articolo di Manuela Petescia riempie queste nostre mancanze e ci diverte con particolari curiosi e inaspettati. Lo sapevate che Alfredo D’Ambrosio ha soprannominato Iorio «Galleggione doc»? Lo sapevate che Michele Iorio promette la nomina a settanta-ottanta aspiranti per ogni incarico di sua competenza e che poi dimentica di averlo fatto? Noi lo abbiamo appreso dall’articolo del direttore di Telemolise. Lo sapevate che poi gli aspiranti non lo dimenticano e vanno ad infoltire la schiera degli ex amici decisi a fargliela pagare? Lo sapevate che tali denigratori per mancanza di nomina dimenticano persino di averlo votato accompagnando invalidi dentro le cabine con tanto di fucile puntato alle tempie dei riottosi? Fatichiamo a credere tutto ciò ma ne prendiamo atto dall’articolo scritto da Manuela Petescia. Per noi si apre, così, un mondo sconosciuto fino ad oggi. È bellissimo sapere che Michele è goloso ai limiti dell’indecenza e che, proprio per questo, è immune da attacchi di panico e depressioni. Ci fa sentire sicuri sapere che è un uomo che non conosce vendetta. Descritto così sembra un presidente deciso, senza dubbi. Noi un dubbio invece l’abbiamo. Nell’occhiello del pezzo c’è scritto: «Lettura consigliata ai soli amici». Noi dovevamo leggerlo?